Monumento ai Caduti di Dògali

Il monumento, situato nel giardino tra via delle Terme di Diocleziano e via Luigi Einaudi, è dedicato ai 548 soldati del corpo di spedizione italiana perirono il 26 gennaio 1887 a Dògali in Eritrea.
La spedizione al comando del tenente colonello Tommaso De Cristoforis, si scontrò con le forze dell’Impero etiope di ras Alula, durante la prima fase di espansione del Regno d’Italia nel Corno d’Africa.
Il memoriale viene realizzato cinque mesi dopo la battaglia, su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri (1827-1901). Già nel febbraio del 1887, infatti, il Consiglio Comunale, accogliendo la proposta avanzata da Ruggiero Bonghi, Presidente dell’Associazione nazionale della Stampa, sul quotidiano L’Opinione, delibera la costruzione di un monumento in ricordo dei caduti, e, accettando il suggerimento del sindaco Leopoldo Torlonia, utilizza per l’opera l’obelisco egizio di Ramses II, rinvenuto nel 1883 durante una campagna di scavi diretta da Rodolfo Lanciani nell’area del tempio di Iside e Serapide in Campo Marzio (Iseo Campense). Il 9 marzo dello stesso anno la Giunta ne decide la collocazione nella piazza antistante la Stazione Termini, che da allora è intitolata ai “Cinquecento”. Inaugurato il 5 giugno 1887, anniversario dello Statuto Albertino, il monumento è necessariamente eretto in forma provvisoria, considerati i tempi rapidi di esecuzione, e solo nell’estate del 1888 viene completato.
In vista del Giubileo del 1925 la piazza diventa oggetto di importanti lavori di ampliamento della linea ferro-tramviaria, che rendono obbligatorio lo spostamento del memoriale. Tra il mese di luglio del 1924 e il 31 maggio dell’anno successivo l’opera viene infatti trasferita nell’attuale sede. La sistemazione dell’area verde è affidata all’architetto municipale Raffaele de Vico (1881-1969) che, al fine di garantire un’idonea collocazione e una corretta fruizione della memoria di Dògali nel nuovo spazio, prevede la riduzione delle aiuole preesistenti e il ridimensionamento degli alberi d’alto fusto, salvaguardando, al contempo, le alberature di pregio, come palme, magnolie e cedri del Libano.
Il manufatto è composto da una gradinata ottagonale su cui si imposta un alto basamento in granito di Baveno a pianta cruciforme, completato su ciascuno dei lati da tavole bronzee con i nomi dei caduti. Quattro are, decorate con protomi leonine e corone in bronzo, completano la parte bassa del monumento. Al di sopra del basamento è presente un piedistallo quadrangolare sul quale corre l’iscrizione dedicatoria agli eroi di Dògali. Conclude l’opera l’obelisco egizio in granito di Assuan, posto su un dado con la scritta S.P.Q.R. e arricchito sulla sommità da una stella bronzea a cinque punte, simbolo delle forze armate italiane.
A seguito della conquista italiana dell’Etiopia (1935-1936), viene portato a Roma come trofeo di guerra il Leone di Giuda, una scultura in bronzo dorato donata nel 1929 al Negus dalla Société Técnique et Industrielles d’Enterprises in occasione dell’inaugurazione del “Servizio Viaggiatori” dello scalo ferroviario della capitale etiope.
Dopo varie ipotesi di collocazione, nel marzo del 1937 viene accolta la proposta di Antonio Muñoz (1884-1960), Direttore della X Ripartizione Antichità e Belle Arti del Governatorato di Roma, di porre il leone sul basamento del Monumento a Dògali; il 9 maggio dello stesso anno viene inaugurata la nuova sistemazione.
Nel 1943 l’Amministrazione comunale decide di rimuovere la scultura che viene ricoverata presso l’Antiquarium del Celio fino al 1970, quando è ufficialmente restituita al governo etiope.
Tra il 2024 e il 2025 il monumento e l’area verde storica sono stati oggetto di un importante intervento di restauro e riqualificazione, a cura della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma nell’ambito degli investimenti previsti dal PNRR.



