Villa Leopardi Dittajuti

Villa Leopardi Dittajuti

La Villa Leopardi Dittajuti sorge in un'area limitrofa alla via Nomentana, a circa due chilometri da Porta Pia, percorsa nel sottosuolo da alcuni rami delle catacombe del Coemeterium Maius (ingresso in via Asmara. Per visite rivolgersi alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra).

Dove si trova: Municipio II, quartiere Trieste
Epoca: fine XIX secolo, inizi XX secolo
Estensione: 19.500 mq
Ingressi: via Nomentana 385 - 387; via Makallè, via Asmara (attualmente chiuso)

È  un esempio di residenza di fine Ottocento, frutto della trasformazione di un'area agricola in "giardino di delizie". Attualmente l'edificio padronale, realizzato in stile neo-medioevale secondo il gusto dell'epoca, è chiuso in attesa che abbiano inizio i previsti lavori di restauro.
Il parco, attraversato da vialetti fiancheggiati da moderni muretti in muratura, ha completamente perduto l'aspetto originario che, almeno in parte, si è progettato di recuperare nel corso dell'imminente risistemazione del giardino. In due edifici minori hanno sede la Biblioteca comunale e il Centro Anziani del II Municipio.

La zona, destinata fin dal Medioevo ad attività agricole e produttive, presenta per quasi tutto il sec. XIX solo alcuni modesti manufatti che non rivelano alcun carattere residenziale. È al 1886 che risalgono le prime notizie sul possesso dell'area da parte dei conti Leopardi Dittajuti, membri dell'agiata nobiltà terriera delle Marche imparentata con il sommo poeta recanatese, legati, per tradizione familiare alla viticoltura e all'attività enologica.
Inizialmente la vigna lungo la via Nomentana conobbe un uso produttivo, che tuttavia progressivamente perse a vantaggio di un nuovo utilizzo residenziale. Nel 1905 iniziarono i lavori di costruzione di una "casina" padronale; quattro anni più tardi fu presentato un progetto di ampliamento redatto dall'ingegner Giuseppe Miscia per un villino in prossimità di via Nomentana con accesso al giardino padronale direttamente su strada e con il parco alle spalle della casa. L'edificio venne realizzato in stile neo-medievale con un loggiato d'ingresso sul fronte della Nomentana e un corpo elevato in altezza a modo di torre. Le facciate, specialmente quella principale, sono movimentate da una profusione di elementi decorativi, cornici, archi, colonne, balaustre e stucchi secondo il gusto eclettico dell'epoca.

L'edificazione del villino padronale venne completata con la sistemazione di un giardino di piccole dimensioni, ispirato allo stile detto gardenesque, con viali tortuosi e aiuole irregolari, oggi scomparso per la resecazione dell'area antistante il villino dovuto all'ampliamento della strada, mentre il parco presentava un aspetto boscoso, in cui prevalavano conifere e lecci. Di quella sistemazione sopravvivono una piccola fontana in cemento nei pressi della palazzina, di gusto neo-gotico e le cancellate d'accesso in ghisa e ferro battuto.
Nel 1975 il complesso è stato espropriato dal Comune di Roma e destinato a parco pubblico, ma ciò non ha impedito la perdita di molta parte del valore artistico e naturale della villa: l'edificio principale è stato adibito, fino al 2000, a sede di uffici circoscrizionali, mutando radicalmente destinazione d'uso e perdendo quindi, almeno negli interni, le caratteristiche residenziali per le quali era sorto. Agli inizi degli anni '90 il parco, depauperato nella vegetazione e nel disegno giardinistico, è stato oggetto di un intervento di riarredo, che però, oltre a inserire elementi risultati poi inconciliabili con l'assetto generale, non ha conseguito il recupero dei suoi aspetti storici.

Orario: 

dalle 7.00 al tramonto

Biblioteca comunale Villa Leopardi

Centro Anziani Villa Leopardi
via Makallè, 9  -  tel.  06 86210024

Galleria